La bellezza
L'uomo non ha visto per prima e da sola la bellezza perchè il bello si può conoscere solo insieme al suo opposto, il brutto. Tuttavia, come avrebbe potuto riconoscere l'uno se non avesse conosciuto l'altro? Soprattutto perchè solo il paragone può distinguere il brutto e il bello. In realtà il brutto e il bello coabitano nella stessa casa- non c'è l'uno senza l'altro. Dove c'è il bello c'è il brutto e viceversa.
Ma l'uomo non può avere esperienza di entrambi nello stesso momento. Se egli vede l'uno, non vede l'altro. Perchè questa miopia? Perchè la mente umana non sa vedere nè concepire due estremi nello stesso momento. Per l'uomo gli "opposti" sono molto lontani l'uno dall'altro. Egli mentalmente non è in grado di accostarli.
Perciò l'uomo è limitato a una scelta fra due centri d'attrazione. L'uomo vuole scegliere. La sua unica iniziativa è andare in una certa direzione, scegliere fra due poli opposti.
Ma su quale base si effettua questa scelta?
Secondo il razionale? Le circostanze? La mentalità? L'intuizione o secondo le tendenze personali? Tuttavia, attenersi a questi parametri non preserva da eventuali errori: l'uomo sceglie quasi a caso, nella speranza di essere nel giusto. Egli sa che deve fare una scelta, in quanto fin dalla comparsa del primo uomo si segue questa direzione: tutte le discipline morali lo costringono a farlo. L'uomo quindi non si è mai liberato dall'imposizione della scelta.
Per una direzione di vita egli deve fare una scelta. Per amare egli deve fare una scelta, dettata dal gusto. Per trovare il bello deve fare una scelta, che lo porta a scartare il brutto. Per conoscere deve fare una scelta, secondo le circostanze in cui si trova coinvolto.
La sua libertà si limita solamente alla scelta, che può fare come vuole. Invece chi ha saputo liberarsi del "dovere" di scegliere vede i due estremi insieme, come il Bene e il Male, vede il Brutto e il Bello con lo stesso occhio, quindi potrà meglio valutare, e secondo criteri reali, l'intensità del Bene e del Bello.
Ancora non comprendiamo bene, però, che il Bello viene valorizzato secondo la mentalità individuale e non secondo il gusto, perchè il gusto a sua volta è determinato dalla mentalità. Sappiamo che essa si forma in base alla nostra origine e storia, agli insegnamenti ricevuti, alle nostre tradizioni e all'eredità genetica. Quindi il bello è un giudizio esclusivamente personale.
Ciò che è bello per uno non è necessariamente bello per un altro. Tuttavia, c'è una vera bellezza che vola libera e sfugge a tale legge. Si tratta della bellezza universale, che non può essere colta con i nostri occhi "fisici", ma è percepibile solamente con gli occhi psichici, cioè quelli della nostra anima. Come tutte le anime degli uomini essa appartiene all'anima universale, quindi esse riconoscono la vera bellezza sotto il medesimo colore, quello dell'infinitamente puro.
Ed è questa bellezza integra, visibile attraverso gli occhi dell'anima e accessibile a tutti gli uomini che dobbiamo cercare per poter ammirare i suoi riflessi misteriosi, i suoi colori sconosciuti. La bellezza interna si origina dalle immagini e viene proiettata sullo schermo della nostra mente, immagini che a loro volta nascono dallo stato dell'anima, dell'inconscio, delle aspirazioni spirituali, della emotività, nonchè delle diapositive "scattate" in seguito sul nostro cammino, istantanee indite e smaglianti. La bellezza interna si distingue nettamente dalla bellezza esterna. La prima rimane sempre più viva. La seconda finisce per diventare familiare e perciò essa si avvia, molto lentamente, verso il "Dejà Vu", il già visto, l'indifferenza.
Tuttavia, una intensa bellezza interna si rifletterà mentalmente sulla valutazione di quella esteriore, sulla quale potrà porre una "censura" e, volendo, potrà anche ribaltare la situazione.
Considerazione filosofica
Perchè si presentano
all'uomo due immagini differenti della bellezza: l'esterna e l'interna?
Per confermargli che la bellezza interna, cioè quella mentalmente visualizzata,
è ancora più meravigliosa? Per fargli capire che il cammino della
bellezza interna porta al divino?
Forse si può ipotizzare anche una terza versione, più sofisticata
e più significativa.
Non è certo per caso che questi due tipi di bellezza esistono, quindi, sia l'uno che l'altro determinano un senso specifico e, probabilmente, nella stessa direzione.
Diventa logico pensare che l'una ha bisogno dell'altra per lo stesso scopo: togliere il velo che nasconde una terza "super bellezza", che solamente gli iniziati scopriranno dopo difficili prove.
In questo caso il paradiso si troverebbe nel terreno d'incontro fra il materiale e l'immateriale. In altri termini sia il materiale che l'immateriale, presi singolarmente, non portano al paradiso. Sarebbe quindi la congiunzione di questi due elementi che ci porta a scoprire il paradiso, perciò vivendo sulla terra, cioè nel materiale, e utilizzando la spiritualità, cioè l'immateriale, si scoprirà il paradiso, che sarebbe la superbellezza sconosciuta e nascosta.
FILOSOFIA CHIROLOGICA
Per la chirologia la capacità di valutare la bellezza esterna è legata direttamente alla capacità di scoprire la bellezza interna. Se un uomo è negato per la prima, sarà negato per la seconda.
Ma avere la capacità non vuol dire necessariamente usufruire di tale potenziale, soprattutto per quanto riguarda la ricerca della bellezza interna.
Altri stimoli entrano in gioco come, per esempio, l'amore del bello, la curiosità di ciò che è nascosto e tanti altri. Tuttavia la chirologia presta, a questo riguardo, un'attenzione particolare allo stato d'animo. Ci sono due forze opposte che agiscono sullo stato d'animo per quello che riguarda la ricerca e il godimento del bello, sia esteriore sia interiore.
Nella mente di ognuno di noi esiste una parte idealista e una parte realista. La lotta fra queste due forze condiziona lo stato d'animo del soggetto e, di conseguenza, determina la sua scelta.
Il realismo è direttamente legato al presente, mentre l'idealismo si riferisce al futuro. Il presente è limitato perchè domani è già futuro e il futuro è infinito e libero. Il realismo usa il razionale, invece l'idealismo va oltre il razionale alla ricerca eterna dei grandi valori. In altri termini, il realismo è l'oggi di colore razionale e l'idealismo è il domani senza confini, misterioso, attraeente e promettente.
L'uomo arriva al realismo per autodifesa contro gli attacchi degli altri, contro le circostanze, contro le difficoltà della vita e, a volte, per ambizione personale. Quindi il realismo è generalmente diretto verso se stesso e non è innato nell'uomo. Invece l'idealismo rappresenta l'aspirazione a una dimensione superiore, tanto per se stesso che per gli altri.
Tali aspirazioni provengono da specifiche qualità superiori, innate nell'uomo.
Il combattimento fra queste due forze di ispirazione opposta ha come scopo quello di guadagnare tutto lo spazio libero nelle mente dell'uomo, per poter imporre la direzione del vincitore.
Se prevarrà il realismo
In questo caso l'uomo sarà più sicuro di sè e più fiducioso nella vita. Tale sicurezza e tale fiducia gli conferiranno un sentimento di tranquillità, visto che egli si sentirà all'altezza delle situzioni presenti e future. Una volta che l'uomo raggiunge una relativa tranquillità riguardo alle situazioni materiali, egli si sentirà soddisfatto e vincente. Tale vincita prende per lui il primo posto d'interesse. Tutto il resto è marginale o secondario. Quindi egli potrà ammirare la bellezza esterna, ma con un occhio più da "habituè", quindi di superiorità. Quanto alla bellezza interna, egli non spenderà un grande sforzo mentale per scoprirla nel suo profondo.
Se prevarrà l'idealismo
In questo caso il mondo è tutto nuovo. Tutto prende un nuovo aspetto e un nuovo calore. L'età non ha più età e la morte è lontana. Tutti i malesseri spariscono e gli avvenimeni gravi sono vissuti con grande calma.
Le idee e la loro interpretazione saranno emanazioni filosofiche. Infatti, tutto ciò che ci circonda si trasforma in filosofia e anche il bello sarà visto sotto tale aspetto. Quando la filosofia avvolge il nostro mondo, il vivere non è più sulla terra ferma, ma volteggia al ritmo del vento. L'idealismo è sul cammino che facilita la ricerca della bellezza interna.
Come si scopre la bellezza interna?
La bellezza si scopre mettendo in evidenza alcuni elementi fondamentali:
A) La fede
Senza la fede non c'è idealismo, elemento basilare a questo riguardo. Può essere fede in qualsiasi credenza, l'idealizzazione della filosofia, della poesia, dell'arte e di altro, nonchè la fede nella religione e nella divinità. La fede è una convinzione che si forma dalle informazioni sparse raccolte dalla nostra memoria e potenzialmente mantenute nel nostro inconscio.
Senza la fede in una qualsiasi direzione, l'uomo rimane povero e non possiede un mondo interiore. La formazione di un mondo interiore conferisce un senso alla vita e una capacità di apprezzamento della bellezza interna ed esterna.
B) L'altruismo
Quando l'uomo intraprende una ricerca che va oltre il suo interesse personale, egli è, per natura, portato a parlare con gli altri. Non esiste piacere nella scoperta se nessun altro è testimone.
Quindi l'uomo che cerca la bellezza interna, tanto per sè che per gli altri, è di natura altruista. Se ne può dedurre che più l'uomo è altruista, più egli avrà interesse a intraprendere delle ricerche per poter poi condividere le scoperte con il suo prossimo.
Indipendentemente da questo, l'altruismo conferisce all'uomo una sensibilità che gli consentirà di sentire meglio il bello. Infatti l'altruismo porta l'uomo a distogliere l'attenzione da se stesso e a intervenire sugli altri. In questo caso, alla normale sensibilità umana si aggiunge, per l'altruista, una particolare capacità emotiva: quella di capire il prossimo. Questo potenziamento della sensibilità consente di apprezzare più compiutamente il senso del bello.
C) L'umiltà
L'umiltà è innata nell'uomo evoluto, ma attenzione: essa non ha nulla in comune con la timidezza. non si può arrivare all'umiltà naturale, però si può tendere ad essa per poter conquistare una dimensione più alta. D'altra parte, l'umile per natura non potrà disfarsi di questo dono pregiato, per cui rimarrà sempre nella sua dimensione originale superiore.
L'umiltà, che apparentemente mantiene una posizione arretrata e nascosta, occupa in realtà il gradino più alto.
Dal suo trampolino l'uomo può alzarsi con estrema faclità alle dimensioni più elevate. Dal suo osservatorio il cielo è a portata di mano e la sua bellezza si confonde con il sacro.
Per meglio godere della bellezza e conservarla nel nostro cuore cerchiamo di essere il più umili possibili.
D) L'emotività
Generalmente si pensa che l'uomo troppo emotivo o debole di nervi o, per lo meno, sia soggetto a esaurimento nervoso. Niente di più errato. L'emozione non deriva in nessun modo dai nervi. L'uomo debole di nervi ha, quando impressionato, delle reazioni incoerenti, che fanno pensare al turbamento emotivo. D'altra parte, appare, chirologicamente, che l'uomo dotato di grande capacità emotiva è accompagnato da uno stato di nervi molto saldo, dove la prima è generata da una grande sensibilità.
E' grazie a essa che si può sentire la portata, l'effetto e la grandezza della causa in un solo istante.
Tale tempestività provoca il turbamento successivo.
Mentre l'uomo di capacità emotiva minore assimila la medesima impressione diluita in un tempo molto più lungo, quindi con più freddezza. Questo accentuato grado di sensibilità procurerà alla capacità emotiva una lente speciale attraverso la quale il Bello si tinge di un nuovo, magico colore.
E) L'armonia
L'armonia è un incentivo per l'apprezzamento della bellezza e rappresenta il solfeggio che permette il canto del Bello. Infatti l'uomo, prima di essere colpito dalla bellezza, è impressionato dall'armonia astratta che forma il quadro nel quale la bellezza è immersa. Si riconosce il Bello perchè se ne percepisce l'armonia.
Non c'è bellezza senza armonia.
L'armonia non è un insegnamento, ma un diapason che fa eco alla vibrazione che risuona dentro di noi. E' la continuazione e la riproduzione di questa vibrazione che sentiamo senza sapere da dove proviene.
Un suono che l'uomo cerca di conoscere, di prolungare e di riprodurre.
Per questo l'uomo cerca l'armonia e la cercherà tutta la vita, egli potrà sempre sentirla e ritrovarla, ma non conoscerà con certezza la sua origine, almeno in questa vita.
Però l'uomo sospetta che l'armonia risonata attraverso il diapason produce qualcosa dentro di noi che è probabilmente l'armonia dell'universo. Essa abita in noi e ci spinge a cercarla e ritrovarla.
Le principali forze che premono in direzione del realismo
Le principali forze che premono in direzione dell'idealismo